Eva Pianfetti, classe 1980.
Artista visiva, creativa e scrittrice torinese, ho iniziato presto il mio percorso. Molto piccola, già mi divertivo a inventare storie e racconti che parlavano di amicizia e insolite avventure. Le raccontavo a me stessa, le usavo per giocare e poi, un poco più grande, le scrivevo per regalarle. Si trattava, per me, timida e insicura, di un modo spontaneo per comunicare, per dare voce a ciò che provavo, per dare forma ai mondi che sognavo.
Alla pittura vera e propria mi sono avvicinata intorno agli undici anni grazie alle attenzioni prestate ai miei disegni da uno dei miei professori di allora.

Ripensandoci ora, mi rendo conto che quel professore non apprezzava davvero i miei disegni, la mia mano, ma desiderava fornirmi un appiglio per far sì che mi aprissi, che superassi la mia timidezza. Se questo, come penso, era il suo intento, devo dire che non ha funzionato; ciononostante, mi ha permesso di trovare qualcosa a cui dedicarmi anima e corpo per anni e anni, mi ha fornito un non-luogo nel quale potermi esprimere senza filtri. Da allora, infatti, non ho più smesso di disegnare e dipingere.
Formazione
Terminata la scuola media inferiore, i miei genitori mi iscrissero al Liceo Artistico. Si trattava di un istituto privato, oggi chiuso definitivamente, che proponeva, se non ricordo male, un curriculum sperimentale a indirizzo “architettura”. Nonostante il mio sentirmi un pesce fuor d’acqua e le continue richieste di venire spostata in una scuola pubblica a indirizzo “pittura”, non fui accontentata e dovetti dedicare quattro lunghi anni a disegni architettonici che mi tenevano sveglia ogni notte e per i quali non nutrivo alcun interesse. Per fortuna, le materie realmente artistiche non mancavano e mi permisero di dedicare del tempo anche al disegno e alla pittura, acquisendo qualche nozione e facendo esercizio.

Dopo il liceo frequentai, tra alti e bassi, convinzioni e ripensamenti, l’Accademia di Belle Arti, un po’ a Torino, dove fui allieva prima di Rinaldo Novali e poi di Gaetano Maria Grillo, e un po’ a Firenze, dove mio maestro fu Riccardo Guarneri. A Torino ebbi anche la fortuna di seguire le lezioni ispirate di Giorgio Auneddu, a quei tempi assistente alla cattedra di Storia dell’Arte.
Nel corso degli anni successivi ho ampliato il mio bagaglio conoscitivo ed esperienziale seguendo corsi molto variegati, non solo di pittura, ma anche di fotografia, ripresa video, illustrazione, cucito, rilegatura. Per un breve periodo mi sono anche avvicinata all’arteterapia e ho frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia. Ogni singola esperienza formativa mi ha aiutata a potenziare la mia creatività e ha influenzato e arricchito la mia ricerca artistica.
Attività artistica

Nel corso degli anni ho sempre creato. Dipinti, disegni, opere a tecnica mista, talvolta integrati con testi scritti e realizzati su tele, fogli, tavole di legno, oltre che su accessori e oggetti di uso comune. In alcuni periodi ho realizzato opere di dimensioni importanti, mentre in altri mi sono concentrata sul piccolo formato, intimo e maggiormente in linea con il mio sentire.
Mi sono anche dedicata all’arte di strada, esibendomi come madonnara. Talvolta realizzavo copie di opere famose, talaltra proponevo mie creazioni originali. Spesso lavoravo su fogli o grandi tele che regalavo al termine dell’esibizione.
Non ho mai amato esporre le mie opere nelle gallerie d’arte. Ciononostante, ho partecipato, nel periodo 2009/2011, a varie mostre in Italia e all’estero. Nella maggior parte dei casi, mi limitavo a consegnare le opere. Non mi presentavo all’inaugurazione oppure, se vi prendevo parte, mi dileguavo nel momento stesso in cui avrei dovuto parlare, davanti ai visitatori, della mia ricerca. Non ho mai amato parlare in pubblico. In effetti, non amo proprio parlare.
La mia preferenza, in fatto di esposizioni, va da sempre ai negozi locali, ai bar, ai luoghi vivi delle città, quelli in cui le opere sono un di più e possono anche passare inosservate, ma, quando attirano l’attenzione, lo fanno in modo forte e coinvolgente. Lo fanno per un motivo. È in questi spazi non rinomati che espongo, quando ne ho l’occasione, i miei lavori.
Vai a “La mia ricerca artistica” –>
Vai a “Oggetti personalizzati con arte: perché lo faccio” –>